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LIBERI COME AQUILE.

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LIBERI COME AQUILE.

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L’Aquila di Bonelli può essere ritenuta “specie-bandiera” degli ambienti mediterranei

La ricchezza della vita sulla Terra (la biodiversità, come si dice) garantisce il benessere di tutti i viventi, sapiens compresi, anche se noi tendiamo a dimenticarlo. E, invece, la perdita di una specie è per sempre e comporta inevitabilmente la scomparsa di molte altre, minacciando persino quella “nostra”.
Anche nel pieno rispetto della recente modifica costituzionale dell’articolo 9 in materia di tutela dell’ambiente e degli animali, l’Arma dei Carabinieri protegge la ricchezza della vita e reprime il traffico internazionale di fauna selvatica, una delle attività più lucrose della malavita. Ed educative e commoventi sono le storie dei loro protagonisti. Come, ad esempio, quando venne sequestrato dai militari dell’Arma un pulcino di Aquila di Bonelli (Aquila fasciata), rubato poco prima dal suo naturale nido in Sicilia. Atteso che il pulcino mostrava ancora “potenzialità selvatiche”, i Carabinieri si attivarono per ridargli la libertà, proprio nel sito di nascita, dove, tra la commozione dei ricercatori e dei militari stessi, veniva immediatamente riadottato dai suoi genitori naturali, felici di averlo ritrovato.
L’Aquila di Bonelli, il cui nome è un omaggio all’ornitologo italiano Franco Andrea Bonelli, è un rapace che, per le sue caratteristiche, può essere ritenuto “specie-bandiera” degli ambienti mediterranei. Predilige ambienti naturali ed agricoli estensivi, specialmente a cereali, in cui si generano habitat unici, come le pseudo-steppe. La riduzione di questi habitat, l’intensificazione agricola, l’elettrocuzione e il bracconaggio ne hanno causato la riduzione in tutto il suo areale, tanto è che oggi, in Italia, la specie sopravvive soltanto in Sicilia ed è rappresentata da 65 coppie, di cui 63 nidificanti.
Grazie alle attività di conservazione cui partecipa l’Arma dei Carabinieri, molte specie di rapaci hanno avuto un’incredibile ripresa. E l’Aquila di Bonelli ha raddoppiato la sua popolazione in poco più di un decennio, divenendo una storia a lieto fine di cui l’Italia può andar fiera.

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