gennaio

L’ARCOBALENO IN GABBIA.

esperienza carabinieri gennaioesperienza carabinieri gennaio

L’ARCOBALENO IN GABBIA.

mese

Ogni volta che un cardellino viene liberato, posa il suo sguardo su chi gli sta aprendo la prigione

Come scriveva Anna Maria Ortese, in Campania il cardillo, la cui macchiolina rossa sulla fronte si narra essere una goccia del sangue di Cristo, imbevutasi sulle piume mentre estraeva le spine della corona dalla Sua testa, è sempre addolorato. Ossia il cardellino (Carduelis carduelis), volatile simbolo il cui nome deriva dai semi della pianta del cardo, di cui va ghiotto, è sempre in sofferenza per colpa dei sapiens, che fanno del bracconaggio di questa specie un affare malavitoso. La ragione sta nell’assurdo convincimento che possedere un cardellino canterino dia una specie di rilievo sociale, come se trasferisse a chi lo detiene le sue doti. Ciò alimenta il commercio illegale degli esemplari dal canto più melodioso, il cui valore raggiunge anche cifre ragguardevoli.
Soprattutto tra le lave vesuviane, sapiens particolarmente maligni posizionano tra le erbe reti invisibili azionate a distanza e, per attirare i cardellini, bloccano al suolo un malcapitato esemplare con dei cordini, che fanno passare tra le spalle dell’animaletto, il quale, per tentare di liberarsi, inizia a sbattere insistentemente le ali, in una danza che lo estenua. Questi movimenti concitati attraggono i suoi simili, che, appena giunti a terra, vengono immediatamente catturati e ingabbiati.
Per fortuna intervengono i Carabinieri dei Comandi delle quattro Stazioni che sorvegliano la zona del Parco Nazionale del Vesuvio (Boscoreale, Ottaviano, San Sebastiano al Vesuvio e Torre del Greco), coadiuvati da quelli del Comando Provinciale di Napoli e dell’Organizzazione Mobile, che sono sempre in prima linea nella difesa del territorio e della sua fauna selvatica: smantellano reti, recuperano richiami vivi, distruggono gabbie, controllano le persone sospette. In un caso, a Torre del Greco, sono state liberate decine di cardellini tenuti in condizioni di stress per farli cantare di più. Ogni volta che un cardellino viene liberato, posa il suo sguardo su chi gli sta aprendo la prigione e apre il becco come a sussurrare il suo grazie, prima di spiccare il volo. Momenti che ripagano il Carabiniere, cui rimane nel cuore l’immagine del veloce frullare di quelle ali di tanti colori.

MENU