aprile

LA VIA DEGLI ORSI.

LA VIA DEGLI ORSI.

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Uomini e orsi possono e devono convivere

È una sera d’autunno e da un prugneto fuori Villavallelonga (L’Aquila) provengono strani rumori che allertano la popolazione. Siamo appena fuori dal Parco Nazionale di Abruzzo, Lazio e Molise, che festeggia i suoi primi cento anni e che nasce soprattutto per tutelare l’orso e il camoscio, due specie cacciate in passato fino quasi all’estinzione.
La presenza di orsi in paese non è infrequente durante la preparazione al letargo, e nessuno li teme. Ma i rumori si accrescono e i Carabinieri dei Comandi Stazione di Gioia dei Marsi e di Lecce nei Marsi accorrono e, intuendo la sagoma di un orso che si allontana, irrompono nel boschetto, dove trovano due orsacchiotti intenti a farsi una scorpacciata di prugne, un attimo prima di essere richiamati dal ruglio della madre.
Paesi come Villavallelonga sono da sempre frequentati da questi animali. Per evitare però che il contatto con l’uomo possa essere pericoloso per l’incolumità delle persone e degli orsi, i Carabinieri intervengono ad ogni avvistamento. Spesso di notte, come quando i militari hanno ritrovato una giovane femmina intrappolata in una stalla all’interno di una gabbia. L’orsa, subito chiamata simpaticamente Gabbietta, si lamentava e tentava di mordere le sbarre per liberarsi: così venne anestetizzata, delicatamente estratta dalla gabbia, curata e controllata. Applicatole un radiocollare, l’orsa venne adagiata su di un bel prato con il muso rivolto verso il bosco e, svegliandosi, iniziò lentamente a riprendersi. Ripresasi, si girò verso i presenti e, con lo sguardo fisso e rivolto verso gli umani, iniziò ad indietreggiare: ogni suo passo felpato all’indietro echeggiava come un grazie. Uomini e orsi possono e devono convivere, come hanno quasi sempre fatto: non è un caso che li abbiamo mitizzati e che in cielo abbiamo almeno due Orse, una Maggiore e una Minore, che ci hanno guidati per secoli.

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